In Italia metà dell'acqua potabile non arriva al rubinetto
Dashboard: dati ISTAT 2022 e dashboard su Tableau Public.
Una dashboard interattiva
Il mio progetto si è concentrato su un tema di cruciale importanza per l'Italia: le perdite idriche. Utilizzando i dati ISTAT relativi alle perdite d'acqua in Italia del 2022, ho creato una dashboard interattiva che permette di esplorare e comprendere la situazione idrica nel nostro paese.
Questa visualizzazione non solo offre un'istantanea delle criticità legate alla gestione delle risorse idriche, ma si propone anche come strumento per sensibilizzare e informare sul tema della sostenibilità ambientale. Attraverso grafici intuitivi e interattivi, il progetto mira a rendere accessibili dati complessi, facilitando la comprensione di un problema che riguarda da vicino ogni cittadino italiano.
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Insights: i migliori e i peggiori
- In Italia perdiamo quasi la metà di tutta l’acqua immessa nei sistemi di distribuzione. Questa però è una media, ci sono regioni con infrastrutture più solide e altre meno, alcune hanno problemi con gli allacci abusivi, altre consumano molta acqua… insomma non c’è una risposta univoca al “perché” di questo fenomeno.
- La Valle d’Aosta ha la popolazione con più alto consumo procapite (il doppio degli abitanti del Lazio), ma è la regione con meno perdite in assoluto.
- Basilicata e Abbruzzo hanno le infrastrutture idriche peggiori, il 60% della loro acqua non arriva e, in particolare la Basilicata è una regione che lamenta scarsità gravi di acqua (fonte)
- Le isole e il sud in generale soffrono maggiormente di questo problema, in parte anche dovuto ad allacci abusivi. In alcuni casi, come quello della Sicilia, un ulteriore problema è legato alla mancanza di aziende specializzate per la gestione e la distribuzione idrica, compito attualmente ancora in mano ai comuni per la maggior parte del territorio.
- In termini assoluti Lazio e Lombardia perdono la maggior quantità di acqua, terza la Campania.

- In Italia (eccetto casi particolari) l’acqua dovrebbe essere gestito da gestioni specializzate che si occupano di territori geograficamente delimitati ottimali (ATO). Purtroppo in alcune regioni, quali il Molise, la Calabria e la Sicilia ancora presentano un’altissima percentuali di gestioni idriche “in economia”, ovvero comunali.
- Si nota che le gestioni comunali sono più efficienti nei piccoli centri abitanti ma largalmente inefficienti nei grandi centri abitati (con più di 100 mila abitanti).
- In termini di volumi, le gestioni specializzate che comprendo maggior territorio registrano perdite maggiori.

- Più è alto l’indice di soddisfazione del servizio idrico più gli italiani sono inclini a bere acqua dal rubinetto.
- La qualità dell’acqua (per odore, sapore e limpidezza) del nord è nettamente migliore di quella del centro, isole e sud.
- I maggiori consumi di acqua potabili sono stati registrati nelle due regioni più popolose: Lombardia e Lazio.
update 05/25